Geni si nasce o si diventa?



Parliamo di persone realmente esistite e passate alla storia con l’appellativo di genio. La prima domanda è: “geni si nasce?” Mozart, Lovecraft, Leopardi, Rimbaud, Schrödinger, Majorana erano considerati dei fenomeni già da bambini, dotati fin dalla nascita di un talento raro e prezioso. Ma possiamo dire lo stesso di tutte le persone che hanno dato un notevole contributo al progresso dell’umanità?
Thomas Alva Edison era ritenuto “stupido” dal padre e “bacato” dal maestro, che lo sorprendeva a fantasticare durante le lezioni, proprio come succede a Tom Sawyer o Arturo Bandini nei libri di Mark Twain e John Fante; il dottor Robert Darwin considerava il proprio figlio Charles poco pratico, ingenuo e svogliato; Margherita Hack fu rimandata di matematica; Rita Levi Montalcini non brillava né in matematica né in fisica; nemmeno Peter Higgs andava bene in fisica. Rimanendo nel club dei Nobel in fisica, Albert Einstein iniziò a parlare solo all’età di quattro anni, tanto che i familiari temettero avesse un ritardo mentale. Einstein fu anche affetto da dislessia e non riuscì a superare al primo tentativo l’esame di ammissione al Politecnico di Zurigo. Un altro “bocciato” illustre fu Giuseppe Verdi: gli esaminatori del Conservatorio Musicale di Parma gli contestarono una posizione difettosa delle mani sulla tastiera del pianoforte e non riconobbero in lui attitudini musicali.
Mettiamoci ora nei panni dei geni incompresi, nella maggior parte dei casi non è un comportamento sano, ma ora ci serve per affrontare il prossimo esercizio: ti è capitato che le tue aspirazioni siano state poco considerate o, peggio, derise, dai tuoi genitori, insegnanti, amici? Come hai reagito? Hai continuato a perseguire il tuo sogno o hai ceduto le armi? Riesci a ricordare tutte le motivazioni che ti hanno portato a fare queste scelte? Riesci a ricordare le sensazioni provate? Riporta tutte le situazioni, le frasi, gli stati d’animo, partendo dai ricordi più remoti che riesci a raggiungere. Step successivo: i ricercatori hanno constatato che, spesso, è proprio nel campo in cui concentriamo più energie intellettuali che possiamo scoprire la nostra genialità. Perché da quanto qui detto è chiaro: geni non si nasce, si diventa... se si è capaci di coltivare la propria genialità. Ovvero la propria unicità.